Cos’è la fibromialgia?

La fibromialgia una malattia reumatica, caratterizzata dalla presenza di un dolore cronico, localizzato in sedi ben definite. I pazienti affetti da tale patologia riferiscono di avere una storia di dolore cronico molto lunga, durante la quale il dolore si è manifestato più volte e in punti diversi del corpo. Raccontano inoltre di aver dovuto affrontare un vero e proprio calvario presso più specialisti nell’arco di diversi anni prima di riuscire ad avere una diagnosi certa.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni, oltre al dolore, sono l’affaticabilità, il sonno non ristoratore, i disturbi dell’umore e la presenza di problematiche a livello cognitivo; sebbene comuni, non si manifestano in tutti i pazienti, eccezion fatta per il dolore, sempre presente.

Che tipo di dolore sente il paziente affetto da fibromialgia?

Il dolore può essere definito come centralizzato, in quanto connesso al Sistema Nervoso Centrale, che ne amplifica l’intensità percepita dal paziente. In pratica, quando il paziente viene sottoposto ad uno stimolo periferico che causa dolore, la percezione di quest’ultimo viene alterata dal Sistema Nervoso Centrale, restituendo al paziente una sensazione molto più forte del normale. Gli stessi fattori centrali che causano l’alterazione della percezione dello stimolo doloroso, sono responsabili anche della presenza di altri sintomi, quali alterazioni della memoria, del sonno e dell’umore, in quanto i neurotrasmettitori che regolano tutte queste attività del sistema nervoso sono i medesimi.

Quali sono le cause della fibromialgia?

I fattori scatenanti la fibromialgia non sono noti con certezza; si ritiene che possano contribuire allo sviluppo della patologia diversi fattori, come lo stress , l’infezione di alcuni virus, dei traumi importanti (come per esempio un incidente stradale), o anche altre condizioni caratterizzate dalla presenza di un dolore cronico, quali l’osteoartrosi, l’artrite reumatoide e il lupus.

Come si diagnostica?

Prima di riuscire ad ottenere una diagnosi corretta, la maggior parte dei pazienti affronta un vero e proprio pellegrinaggio da più specialisti, che può durare anche più di due anni. Dal 1990 al 2011 l’unico strumento a per effettuare una diagnosi era la presenza di criteri specifici, basati su due punti chiave:

  • La presenza di dolore muscoloscheletrico diffuso, interessante entrambi i lati del corpo, sia nella parte superiore che inferiore, e la colonna vertebrale, da almeno 3 mesi;
  • La dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points, presenti sul corpo.

Il limite di questi criteri di diagnosi riguarda i pazienti di sesso maschile, che spesso non risultano positivi ad un numero sufficiente di tender points. Per questo motivo, se si tiene conto soltanto di questi criteri di diagnosi, la percentuale di donne affette risulta di molto maggiore rispetto agli uomini, con un rapporto di 9:1.

Dal 2011 nuovi criteri di valutazione si basano su una lista di altri sintomi quali l’affaticabilità, il sonno non ristoratore e i sintomi cognitivi, così come anche cefalea, depressione e dolore addominale. Tali criteri valutano le aree dolorose riferite dal paziente su un’immagine corporea e i sintomi associati. Il punteggio totale ottenuto in ognuna delle scale consente di fare diagnosi di fibromialgia.

Con questi nuovi criteri diagnostici il numero di pazienti di sesso maschile affetto aumenta notevolmente, al punto che il rapporto tra pazienti di sesso femminile e maschile scende a 2:1.

Come si tratta?

La gestione del paziente con fibromialgia dovrebbe essere oggetto di un lavoro di team, composto dal medico specialista, dal fisioterapista e dallo psicologo. Solo un lavoro di team, infatti, può aiutare il paziente a migliorare non solo la sintomatologia dolorosa, ma anche tutti gli altri sintomi che causano un peggioramento della qualità della vita.

La fisioterapia è utile?

Sì, ma non tutta. Il trattamento di efficacia maggiore è senza dubbio l’esercizio riabilitativo, per diversi motivi: gli effetti che l’esercizio ha sul dolore, sulla funzione ed il benessere fisico, la disponibilità del trattamento, il costo relativamente basso e l’assenza di problemi relativi alla sicurezza. L’esercizio riabilitativo può essere portato avanti secondo diverse modalità: il paziente può essere seguito in sedute in studio, oppure in acqua. L’obiettivo finale è il miglioramento della condizione psico-fisica del paziente.  La massoterapia, invece, non viene considerata come un trattamento utile per il miglioramento della sintomatologia del paziente fibromialgico.

Bibliografia.
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