Ogni anno, quando comincia la bella stagione e la prova costume si fa vicina, molte donne ricorrono alle metodiche di linfodrenaggio, manuale e strumentale, per avere gambe più snelle.
Ma quante di queste donne ne conoscono gli effetti positivi e le controindicazioni? Perché esistono delle controindicazioni.
Quante donne sanno che il risultato ottenuto con il linfodrenaggio non è definitivo, ovvero che il linfodrenaggio non è una cura per la cellulite?
In questo articolo vorrei dare le giuste informazioni per chi si appresta a sottoporsi a questo tipo di trattamento, perché anche un qualcosa che può sembrare banale ed innocuo può nascondere dei rischi per determinati soggetti.
Procediamo con ordine.

1. A cosa serve il linfodrenaggio.

Il linfodrenaggio, come dice il termine stesso, consiste nell’agevolazione del drenaggio della linfa attraverso il sistema linfatico. Esso può essere effettuato sia manualmente (attraverso metodiche diverse, come quella Vodder e quella Leduc) che strumentalmente (con la pressoterapia, che simula meccanicamente il drenaggio manuale).
Per cause di diverso tipo il sistema linfatico può avere difficoltà ad assorbire tutta la linfa prodotta, che quindi finisce per ristagnare nei tessuti, causando gonfiore. In persone con problematiche di salute legate al sistema linfatico il linfodrenaggio manuale fa parte del protocollo specifico di trattamento della patologia, messo a punto dal medico specialista ed effettuato dal fisioterapista. Ma di questo si tratterà in altra sede.

2. Efficacia del linfodrenaggio.

Se il linfodrenaggio ha come effetto l’incremento del riassorbimento dei liquidi accumulati in eccesso nei tessuti (con effetto macroscopico visibile nell’aumento della diuresi, perché i liquidi riassorbiti vengono riconvogliati attraverso il dotto toracico nel sistema circolatorio e quindi filtrati dal sistema renale, che espelle i liquidi in eccesso), va da sé che i depositi di tessuto adiposo, responsabili degli inestetismi cutanei della cellulite, non vanno da nessuna parte: perciò il linfodrenaggio non cura la cellulite!
Inoltre, se non si lavora sulle cause che hanno portato all’accumulo dei liquidi nei tessuti, la rimozione degli stessi sarà solo temporanea, perché col passare del tempo i liquidi torneranno esattamente negli stessi punti.
Quindi, il linfodrenaggio è efficace nel momento in cui viene effettuato e nel breve periodo; ha come conseguenza una riduzione del gonfiore degli arti, una sensazione di leggerezza e di sollievo. Sul lungo periodo l’efficacia è ridotta, a meno che non si effettuino dei trattamenti di mantenimento, che drenino periodicamente i liquidi.
Ma perché le gambe si gonfiano? Perché i liquidi ristagnano? I motivi possono essere diversi: il sistema linfatico può essere pigro e non riesce a svolgere al meglio il proprio lavoro; il sistema circolatorio periferico può non lavorare in maniera efficace e anche questo può portare all’accumulo di liquidi nei tessuti; la presenza di tessuto adiposo in determinate zone attira l’acqua e l’intrappola; l’assunzione di certi farmaci (per esempio la pillola anticoncezionale) ha come effetto collaterale la ritenzione idrica; la sindrome premestruale può causare ritenzione idrica.

3. Controindicazioni al linfodrenaggio.

Qualunque sia la causa dell’aumento del ristagno dei liquidi e del conseguente gonfiore degli arti, prima di sottoporsi ad un ciclo di linfodrenaggio manuale o strumentale, sarebbe bene verificare che il proprio stato di salute non implichi delle controindicazioni al trattamento stesso.
Alcune persone potrebbero obiettare dicendo:”Ma che sarà mai un linfodrenaggio! Cosa vuoi che mi faccia! Me lo fa la mia estetista e non mi è mai successo niente!”.
Per rendere chiara l’idea elencherò di seguito le controindicazioni assolute (significa che in questi casi il linfodrenaggio non deve assolutamente essere effettuato) e relative (il linfodrenaggio può essere effettuato ma seguendo determinate pecauzioni!).

Controindicazioni assolute:

• Tumori maligni in fase di accrescimento o in trattamento: il drenaggio linfatico può causare lo spostamento di cellule tumorali attraverso la circolazione linfatica, con conseguente rischio di formazione di metastasi tumorali a distanza.
• Edema causato da insufficienza cardiaca: il drenaggio può aggravare lo scompenso cardiaco.
• Infiammazioni acute: il drenaggio peggiora lo stato infiammatorio.
• Infezioni acute o malattie infettive acute: il drenaggio può contribuire a far viaggiare nella circolazione linfatica i patogeni responsabili dell’infezione.
• Trombosi venosa profonda, tromboflebiti: il drenaggio può causare lo spostamento di trombi nel circolo periferico, con conseguente rischio di embolia.
• Tubercolosi.

Controindicazioni relative:

• Infiammazioni croniche.
• Tumori trattati.
• Asma.
• Insufficienza renale.
• Disturbi funzionali della tiroide (ipo e ipertiroidismo).
• Precancerosi della pelle.
• Gravidanza.

In conclusione, sottoporsi al linfodrenaggio offre sicuramente dei benefici, ma non è una cosa da niente; se lo si fa si deve tenere conto del proprio stato di salute e ci si deve affidare a professionisti qualificati, che conoscano la metodica e le eventuali controindicazioni.