1. Cos’è l’osteoporosi.

L’osteoporosi è una malattia del tessuto osseo che, a causa di alterazioni quantitative e qualitative (riduzione della massa e deterioramento dell’architettura e del materiale osseo), comporta un aumento del rischio di fratture. L’osso affetto da osteoporosi diventa fragile, quindi basta un trauma, un movimento sbagliato, un carico troppo elevato, per causare una frattura.
Esistono due tipi di osteoporosi:

  • Primitiva:
    • senile
    • postmenopausale
  • Secondaria ad altre cause:
    • Farmaci: (per esempio cortisonici, ormoni tiroidei, eparina)
    • Malattie endocrine (Ipertiroidismo, iperparatiroidismo, morbo si Cushing, acromegalia, diabete mellito tipo I, ipogonadismo)
    • Stati carenziali (malnutrizione, carenza di calcio)
    • Alcolismo
    • Malattie gastrointestinali (malattie croniche del fegato e malassorbimento)
    • Malattie renali
    • Malattie intestinali
    • Anemie
    • Altre condizioni: BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, anoressia nervosa, fibrosi cistica, fumo, tossicodipendenza, immobilizzazione prolungata)

Le ultime linee guida nazionali sull’osteoporosi (2016) riferiscono che in Italia attualmente sono colpiti da osteoporosi 3,5 milioni di individui di sesso femminile e 1 milione di individui di sesso maschile.

  1. La diagnosi.

La diagnosi di osteoporosi viene fatta attraverso un esame diagnostico, la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), che misura la massa ossea attraverso la tecnica DXA (Densitometria di Massa Ossea). Questo esame consente di quantificare la densità della massa ossea (BMD) e di conseguenza il rischio di fratture, attraverso il T-Score (differenza tra valore medio di BMD del paziente e valore medio del picco di massa ossea nella popolazione giovane e normale, diviso per la Deviazione Standard (DS)):

  • T-score compreso tra +2,5 e -1,0 DS⇒ BMD normale
  • T-score compreso tra -1,0 e -2,5 DS⇒ osteopenia
  • T-score inferiore a -2,5 DS⇒ osteoporosi
  • T-score inferiore a -2,5 e presenza di una o più fratture da fragilità⇒ osteoporosi conclamata.

L’osteoporosi è del tutto asintomatica sino a che non si verifica una frattura da fragilità. Le ossa maggiormente colpite da questo tipo di fratture sono: rachide (schiacciamenti vertebrali multipli che portano ad un aumento della cifosi), anca (frattura del femore) e polso.

  1. Il trattamento.

L’osteoporosi viene trattata sia mediante farmaci specifici, sia non farmacologicamente. Il fisioterapista entra in gioco proprio nel trattamento non farmacologico: le linee guida nazionali ed internazionali sottolineano l’importanza dell’attività fisica come fattore preventivo del peggioramento dell’osteoporosi e dell’aumento del rischio di fratture. L’attività fisica aiuta a diminuire il rischio di cadute e di conseguenza di fratture.
Per attività fisica si intende un’attività moderata, personalizzata in base al quadro clinico del paziente e costituita da esercizi di rinforzo muscolare e di rieducazione all’equilibrio e alla deambulazione. È importante anche informare i pazienti delle situazioni domestiche che potrebbero aumentare il rischio di cadute, così da prevenirle.

L’attività fisica può essere effettuata sia a terra che in acqua. Nei casi di osteoporosi conclamata, ovvero con una o più fratture per fragilità, e soprattutto nei casi in cui sono avvenuti dei crolli vertebrali, è preferibile sottoporre i pazienti ad un lavoro in scarico, per cui fare rieducazione in acqua è l’ideale, perché è possibile fare in sicurezza dei movimenti che fuori dall’acqua sarebbero eccessivi e rischiosi.

È bene che l’attività fisica sia supervisionata dal fisioterapista, che conosce il quadro clinico del paziente e di conseguenza sa quali attività sono per lui adatte o dannose. MAI strafare, MAI effettuare movimenti a rischio, perché se la fragilità ossea è elevata basta un nonnulla per causare una frattura.

Perciò MAI affidarsi a personale non qualificato, perché ne va seriamente della propria salute.

Bibliografia.

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